G A L L E R Y

B E I J I N G: today and tomorrow


Sandro Fogli


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Un tempo, fino al 31.1.1949, giorno della sua presa da parte dell'Esercito di Liberazione, Pechino era una grande, antica città, piena di templi, archi di trionfo e cinta da imponenti mura. Era divisa da un reticolo fitto di vicoli, gli hu-tong, formati dai muri esterni delle case: intorno ad un cortile ed un albero erano disposte, sui 4 lati, altrettante graziose abitazioni ad un piano: la casa principale, quelle dei figli e quella per la servitù. Più le case erano importanti e più aumentavano i cortili interni. I muri esterni si univano a quelli delle altre famiglie e creavano un lato del vicolo.
Il cielo era terso ed azzurro.

Da quel giorno, dal giorno della conquista della città da parte dell'Utopia comunista, nulla è più rimasto uguale. Le grandi mura sono state abbattute (ora al loro posto scorre il primo grande anello stradale) e così i templi millenari e gli archi di trionfo: nulla doveva ricordare il passato nella costruzione della Nuova Società e dell'Uomo Nuovo.

Nelle case di cortile, una volta pulite e curate, sono arrivate le Guardie Rosse ed hanno imposto che si facesse spazio a nuove altre 3 o 4 famiglie, contadini o soldati. I vecchi proprietari uniliati e sottoposti a processi popolari erano, proprio in quanto proprietari, considerati "borghesi". E gli hu-tong, luoghi di vita sociale e piccoli commerci sono diventati tristi, squallidi e sporchi. Non c'era un sistema fognario a Pechino. Si costruirono nei vicoli latrine pubbliche uniche per uomini e donne.

Oggi Pechino ha un sole pallido, velato da un continuo strato di smog prodotta dai riscaldamenti a carbone. Una nuvola che viaggia, insieme alle altre prodotte dalle grandi città dell'Asia, gira per il mondo e ricade in parte anche da noi in Europa.

Le strade sono larghissime, grazie ai contini sventramenti dei vecchi vicoli ed alla loro sostituzione con palazzoni moderni, spesso molto belli, per uffici, centri commerciali o nuove abitazioni, ma il traffico, anche per il crescente numero di auto, è continuo e spostarsi in città una grande lenta sofferenza. Si è cominciato, per limitare l'acquisto di nuove autovetture, a mettere annualmente all'asta solo un determinato numero di targhe.

I vecchi hu-tong vengono progressivmente distrutti e sostituiti sempre da nuovo cemento, mai da spazi verdi. Grattacieli, centri commerciali e nuove confortevoli abitazioni per vite isolate. Dalla vita collettiva dei vicoli si è passati oggi alla vita individuale e solitaria nei grandi condomini. Per vincere la solitutine si dovrà consumare di più.

L'imperativo è produrre di tutto a costi bassissimi per continuare a far girare i consumi e l'economia. Ed allora sei assalito in quei grattacieli dedicati all'elettronica da decine e decine di venditori, in vestiti scuri eleganti, che ti vogliono fermare per farti comprare. Sono entrato in uno di questi grattacieli: 10,12 piani di elettronica. Ogni piano diviso in decine e decine di stands. In ogni stand 4,5,6 venditori. Luci, vetrine, scatole e prodotti. Spesso i ragazzi venditori si riposano all'interno del grattacielo, appoggiati al bancone provano a dormire.
In un altro di questi palazzi dedicati, a 4,5 piani. l'odore delle minestre e dei cavoli si mescolava agli scintilli delle vetrine e dei prodotti elettronici. I ragazzi ed i piccoli propietari degli spazietti interni non abbandonavano le postazioni fino alla chiusura. Vi mangiavano, vendevano e si riposavano sui banchi, tra gli scatoloni.

Un buon pasto nei ristorantini di quartiere costa dai 2 ai 4¤, le belle scarpe sportive, che troviamo in europa, tra gli 8 ed i 12 ¤, ma vi sono anche zone e negozi a costi europei e scarpe da ginnastica a 180¤. Da Hagen & Datz il gelato costa dai 2,5¤ ai 14¤, come nelle zone ricche europpee, Chi sono i nuovi ricchi cinesi? Immobiliaristi, nuovi imprenditori e quadri del Partito con i loro parenti.

Sono molto belle le varie e differenti architetture dei palazzi, commerciali e non,spesso affidati a architetti stranieri che qui hanno trovato un Eldorado. Hanno forme geometriche talvolta affascinanti, limitate in altezza ai piani. Non riesco ad immaginare l'abitabitabilità interna.
E' i queste vie ampie. sempre invase di auto, che è vietato attraversare a piedi, tra questi palazzi luminescenti, pieni di promesse, che la Cina vuole presentare la sua nuova, potente immagine ed il peso di 1.300.000 persone, lavoratori e consumatori- La Cina corre. Ha sempre più bisogno di energia per la produzione e per i nuovi consumatori. e non bada a spese.
 

Nei parchi la vita è meravigliosa. I bellissimi verdi prati non si possono calpestare, ma i viali si riempiono fin dal mattino, intendo fin dalle 6 di mattina, di un'umanità serena che pratica varie attività stupefacenti ed incantevoli, a gruppi o singolarmente. In Occidente si pratica lo sport per tonificare i muscoli o per contrastare adipe e pancette. Qui le attività sono un misto di esercizio spirituale, meditativo, giocoso e tese a "scioglere" il corpo ed i legamenti. Ho visto signore con la borsa della spesa fermarsi e stendere in alto le gambe su alte balaustre. E cosi vecchiette e signori anziani (dico settantenni e più).
Qui si va in pensione abbastanza presto (infatti per strada, al lavoro, vedi un'esercito di ragazzi dai 20 ai 30anni) e cosi gli anziani, abituati da sempre ad una vita collettiva, reduci dalle grandi, condivise, illusioni e speranze giovanili, se ne vanno nei parchi a tornare insieme e praticare.
Alcuni ballano, altri cantano, altri ancora fanno ginnastica, si allenano con i movimenti delle spade, alcune donne fanno la maglia (a gruppi, insieme), altre fanno danze con i ventagli. E' uno stupore indescrivibile per noi occidentali.
Vi era un'albero, un po' storto, cui le persone facevano la fila per appoggiarsi, di schiena, e strusciarsi e massaggiarsi!
Vi sono molte strade per arrivare in alto, sulla collina del parco Jingshan. Puoi percorrere quella più larga, liscia e comoda, dalle lievi pendenze, o quelle con i gradoni di roccia appena levigata, tra gli alberi ed i boschetti, o quella che percorsi  (per sbaglio, ma fortunatamente) che era come un ripido sentiero di montagna, tra rocce messe li appositanente a simulare una ripida salita su un monte, che mi ha fatto immaginare la Lunga Marcia tra le montagne cinesi. Da nessun sentiero potevi vedere l'altro. Ma l'arrivo era comune per tutti: il tempio sulla piccola collina di Pechino, costruita con la terra estratta dal fossato costruito intorno al Palazzo Imperiale. Fu eretta a nord del Palazzo per protegerlo da influssi negativi e dalle tempeste di sabbia. Il caso mi ha fatto percorrere quel sentiero. Il caso ha voluto che seguendo, incuriosito, due coppie di coniugi che ho visto infilarsi in un cancello socchiuso, mi sia trovato tra le distruzioni in atto a Pechino. L'ingresso delimitava un enorme quadrato di vicoli che erano in corso di svuotamento ed abbattimento. Macerie e case abbattute. Tra le case in rovina si aggirava una donna in cerca di qualcosa di utile, che infilava in una larga e robusta borsa di plastica disegnata, con la faccia di Topolino. Un albero rimaneva in quello che una volta era un cortile. Un poco più in la, in uno scavo profondo, decine e decine di operai con i caschi gialli, erano al lavoro, in basso e lontanissimi, sulle fondamenta, tra ferri, saldature e colate. ©Sandro Fogli

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